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PASQUA Tempo di PACE e di SPERANZA

Carissimi fratelli e sorelle,
anche quest’anno la tradizionale festa di Pasqua a Comiso ci raggiunge puntuale, invitandoci a riscoprire la bellezza di una tradizione spirituale e culturale che, passando di generazione in generazione, sa rinnovarsi attraverso forme sempre nuove di espressione e partecipazione, elevando l’animo umano e avvicinandolo a Dio.

Pasqua è l’annuncio più sconvolgente e necessario che risuona nel cuore della nostra storia: la vita non è consegnata alla morte, il male non ha l’ultima parola, la speranza non è un’illusione per ingenui. Cristo risorto attraversa le ferite del mondo e le apre a un futuro nuovo.

In un tempo segnato da conflitti, paure, solitudini e stanchezza collettiva, la Pasqua ci ricorda che la pace non nasce dalla forza, ma da un amore capace di donarsi; che la speranza non è evasione, ma responsabilità verso l’altro, verso la città, verso la storia.

È una parola di luce e di consolazione soprattutto per quelle membra fragili e bisognose del corpo della nostra comunità parrocchiale e cittadina: gli ammalati, chi si sente solo, per gli anziani, per quanti stanno attraversando un tempo difficile segnato dalla crisi, dalla precarietà o dalla sofferenza: a ciascuno la Pasqua dice che non è dimenticato, che non è solo, che la sua vita è custodita.

In questo anno in cui ricorrono i 150 anni della dedicazione della Basilica, la Pasqua illumina anche il senso profondo di questo luogo: uno spazio posto nel cuore di Comiso, pensato e voluto dai nostri padri perché Dio potesse abitare in mezzo al suo popolo. Non un edificio chiuso, ma una tenda aperta; non un rifugio per pochi, ma una casa per tutti.

In questa Basilica, oggi come allora, la Pasqua continua a essere celebrata, ascoltata e invocata: come sorgente di pace, come chiamata alla speranza, come promessa che Dio non si stanca di camminare con noi.

Alla nostra parrocchia e alla città tutta, auguri di una Pasqua che rialza, riconcilia e apre il futuro.